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Track-ir pro 3

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Track IR pro 3

Che cosa è, cosa serve.
Il Track IR Pro 3 della Natural Point, è un dispositivo a raggi infrarossi (IR) che permette tramite dei catarifrangenti di rilevare la posizione della vostra testa e i suoi movimenti.
Inizialmente creato per il mondo dei simulatori di volo, è presto diventato un valore aggiunto anche per il simracing. Quello che pochi prendono in considerazione durante la guida, è che si tende a seguire la strada oltre che con lo sguardo, anche con il capo, oltre a controbilanciare la forza cinetica, si cerca di aiutare la vista ad avere una visuale migliore. Sono movimenti per lo più minimi, che in un simulatore normalmente non avvengono visto che l’inquadratura è sostanzialmente fissa.

Negli ultimi anni i simulatori hanno cercato di migliorare questo aspetto con specifiche funzioni quale il traballare del cockpit nelle sconnessioni, l’effetto velocità della testa ad alte velocità (exaggerate yaw), perfino tentativi di simulare la forza G delle auto di Formula 1 inclinando automaticamente in curva la visuale, feature davvero poco felice ed inusata.

trackir-FileQuella che più si avvicina al track-ir per funzionalità è il “look to apex” ovvero girando il volante a destra, la visuale si sposta in quella direzione tanto quanto avete assegnato a questo valore. Nell’affrontare un curvone veloce o lento, si va a cercare il punto di corda. In una visuale fissa specie per una GT ci sono i montanti del roll-bar, e spesso la visuale del cordolo o dell’interno curva entra nella visuale del monitor troppo tardi, ecco che il “look to apex” e il track-ir sopperiscono a questa mancanza.
Tuttavia il “look to apex”, non è sempre presente nei simulatori, inoltre ha uno spostamento predefinito, dove noi andiamo a regolare il “fine corsa” (cioè il valore che assegnamo, sarà il valore massimo di spostamento della visuale nel momento in cui abbiamo girato il volante a fine corsa) e sebbene questo possa andare bene per un gran numero di curve, non è adatto a tutte le situazioni, specie quelle impreviste.

Con il Track IR siamo a noi a comandare la visuale con la nostra testa, ed oltre al classico punto di corda, viene utile per le vetture che non hanno specchietti che rientrano nell’inquadratura (F360 e Maserati MC12 di GTR2, o le Alfa GTA di GT Legends) specie per coloro che appassionati della simulazione massima, aborrono l’uso dello specchietto virtuale. In questo caso specifico, basterà spostare leggermente il capo per andare a cercare lo specchietto “reale”.
Se siete meno esigenti, il Track IR può aiutarvi all’uscita dei box, uno sguardo nella direzione opposta ed eviterete il classico botto in pit-lane, ma anche dopo un fuori pista, nel rientrare quasi sempre abbiamo la visuale posta nel verso di gara, mentre le vetture che sopraggiungono sono nella parte opposta, anche qui un leggero movimento del capo, e si può valutare subito se il rientro è fattibile o meno.

Infine non da meno, la possibilità di ammirare l’abitacolo nei dettagli che mai vedreste normalmente, visto che è possibile “zoomare” e guardare praticamente a 360°.

Come funziona
Il Track IR Pro 3 è composto da un emettitore di raggi infrarossi, collegato via porta USB al personal computer. Il fascio di raggi infrarossi colpisce il catarifrangente e ne determina distanza e movimento negli assi X Y e Z, quindi è in grado di rilevare oltre gli spostamenti alto, basso, destra sinistra, l’inclinazione e la distanza dal ricevitore.
In dotazione vengono forniti degli adesivi catarifrangenti, o in sovrapprezzo un cappellino con uno di questi già cucito sulla visiera.

Inizialmente questo dispositivo non permetta tutti i movimenti descritti, e nel corso del progetto è stato messo in vendita il vector expansion, ovvero una miglioria software acquistabile a pagamento, che sostanzialmente permette l’uso di 6 assi anzichè i classici 2. Con il software viene fornito una specie di treppiede metallico da apporre al cappellino, con dei punti di rilevamento aggiuntivi a quello originale. Attualmente è uscita la versione 4 di questo prodotto, che ha questa feature inclusa nel prodotto.

Una delle domande che mi sono state rivolte più di frequente è “Ma funziona?”. Ovviamente la risposta è si, ci mancherebbe che facessero un prodotto che non va, ma a dispetto di un mouse e una tastiera, che l’acquirente normale collega e comincia ad usare senza un periodo di adattamento, ecco in questo caso le cose sono decisamente diverse.

L’uso del Track IR è fortemente soggettivo, e almeno personalmente non è stato efficace inizialmente. Innanzitutto rifacendomi all’inizio dell’articolo, è vero che ognuno di noi muove la testa durante la guida, ma c’è chi lo fa in maniera più o meno evidente. Per fortuna il software a corredo è ampiamente regolabile, ma in valori iniziali possono essere o non essere tarati per “la vostra testa”. Quindi è necessario fare parecchie prove prima di adeguamento, ma vi assicuro che una volta che avete usato con profitto questo dispositivo, poi rimanerne senza diventerà difficile.

Set-up ideale
trackir-tracking  Come dal paragrafo precedente, è difficile dare delle indicazioni neutre che possono essere valide per tutti. Teoricamente quelle standard dovrebbero andare bene, per esempio nel mio caso erano completamente inefficaci. Ho dovuto quindi ricorre a parecchie modifiche e qualche piccola rinuncia rispetto al potenziale offerto. Innanzitutto si parte dal posizionamento del trasmettitore, solitamente sopra il monitor. Il Track IR Pro 3 è nato nel momento in cui i monitor CRT erano ancora per la maggiore, la versione 4 presumo abbia risolto questo problema, per cui sono ricorso a delle modifiche per adattarlo alla mia situazione. Attualmente ho un monitor LCD posto in fondo alla scrivania, che è decisamente extra large rispetto alla media. Questo ha riportato un problemino, eccedevo parzialmente il campo d’azione dei fasci infrarossi, ovvero i movimenti non erano fluidi e saltuariamente perdevo dei tracking.
Ho deciso quindi di modificare l’attacco del track ir, per posizionarlo su un piccolo piedistallo inclinato. In mio aiuto sono venuti gli scarti di un case per computer, ovvero le classiche “bandelle” metalliche che ricoprono gli slot da 3,5″ dei CD-rom e che vanno rimossi per il montaggio di quest’ultimo. Con uno di questi, debitamente piegato a metà, ho fissato con un due ganci reggi cavo plastici, il trasmettitore e posizionato a metà scrivania. La testa del Track Ir possiede ben due snodi, per cui è ampiamente regolabile ed adattabile a moltissime situazioni.

Accedendo al software è possibile lasciar decidere al software medesimo se riconoscere il gioco tra i titoli presenti nel database (aggiornabile tramite internet) oppure selezionare un profilo generico. Io ho scelto di avere il caricamento esclusivo del profilo “Racing” che ho poi debitamente modificato. Ribadisco che le modifiche effettuate sono soggettive. Nel mio caso ho eliminato i movimenti di zooming (asse Z), destra sinistra (asse X), alto e basso (asse Y), inclinazione (Roll). Mi sono concentrato sullo sguardo a destra e sinistra (Yaw) e sguardo alto/basso (Pitch).

trackir-mainPer modificare le impostazioni, procedete come segue:
Accedete dalla schermata principale, al tab “profiles”, quindi selezionate il profilo scelto, nel nostro caso “Racing” sotto “avaible profiles”, dove ho selezionato la casella “exclusive load”.
Con “Racing” selezionato in neretto, premere “Edit”, apparirà una nuova maschera. Innanzitutto impostate nel tab “Hotkeys” il tasto di centramento, io ho scelto uno dei tasti disponibili nel volante. Con questo tasto se si dovesse starare in corsa il dispositivo lo resettate, ammetto che qualche volta capita, non spesso ma capita.

trackir-profile Ora possiamo passare all’editing, andate nel tab “Motion”, qui assinceratevi che le voci Heads Gauges e Tracking siano spuntate, vi permetteranno di avere gli strumenti per misurarvi e tarare il software a vostro uso. In particolare Tracking permette di vedere come Track IR Pro vi vede, ovvero l’ideale è che in posizione ferma il vostro punto di fuoco sia al centro della visuale, provate a muovervi nelle varie direzioni, questo non devi mai uscire dal punto focale. Gauges, permette di capire quali sono gli assi interessati ad un certo movimento, ed Heads permette di vedere il vostro movimento reale della testa, con l’effetto finale nel simulatore.

Ora nella maschera base, in alto selezionate la voce che rispecchia la vostra realtà, Track Clip Pro un dispositivo ottico extra, poi il vector, ovvero il cappellino con il treppiede, oppure il dot, ovvero un solo catarifrangente, lasciate spuntata la voce “Trueview”.

Nella sezione tabellare, come ho descritto in precedenza, io ho lasciato attivo solo Yaw e Pitch, ma questo dipenderà molto dai vostri gusti. Per modificare un valore, selezionate la voce (esempio Yaw), quindi potete provare i setup predefiniti sulla destra sotto la colonna “acceleration”, oppure modificare manualmente con il tasto “Edit Yaw”. E’ anche possibile modificare il valore di accelerazione tramite lo slider “Smooth”, personalmente non sono mai riuscito a trovarvici un buon compromesso.
trackir-curveAccedendo al tasto “Edit Yaw” si apre una nuova sotto-maschera, con un grafico a punti, potete cercare di plasmare questi punti per una linea ideale di movimento, io ho trovato con profitto la possibilità di abbassare l’intera curva (”shift entire curve”) fino alla posizione voluta.

trackir-headsPer effettuare una buona taratura, dopo aver ovviamente provato tutto l’ambaradan nel set-up di default, vi consiglio di muovere la testa nella direzione voluta, e guardando la finestra “Heads” cercare di portare il mirror nella posizione più o meno voluta. Ovviamente le complicazioni maggiori salgono se volete mantenere attivate tutte le feature, ovvero se abbassate molto lo spostamento destra/sinistra ma lasciate inalterato quello alto/basso, otterrete degli scatti improvvisi nel Pitch (capo alzato o abbassato) davvero fastidiosi.

Ora vi renderete conto, che come dicevo all’inizio, occorre un periodo di ambientamento ed uno di adattamento del software alla vostra situazione soggettiva, ma i risultati vedrete voi stessi che saranno appaganti.


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